Riflessioni
Ogni grande evento determina un cambiamento profondo nella società in cui esso si manifesta, così nella pluri millenaria storia dell’essere umano.
La crisi economica che sta attraversando l’intero mondo occidentale e non, procurerà certamente un cambiamento epocale delle nostre abitudini e del nostro modo di vivere per gli anni a venire.
Quindi è necessario attrezzarsi per cogliere tutti gli aspetti positivi che il Cambiamento certamente ci offre.
Abbiamo vissuto per lungo tempo oltre le possibilità economiche prodotte e quindi indebitandoci oltre ogni prevedibile buon senso. E’ arrivato il tempo di fermarci, di mettere ordine alla nostra vita e al nostro senso dell’economia,di tagliare almeno per un buon periodo di tempo quanto di surplus esiste nella nostra vita, facendo un attento esame di coscienza e bandendo quanto di egoistico esiste nel nostro essere.
Questo per permettere a tutti senza esclusione alcuna, né di razza, né di religione, né di sesso, né di età , di potersi appropriare di quanto con tanta abbondanza è stato a noi permesso di conquistarci pur se con notevoli sforzi e sacrifici.
Tutto questo comporta sacrifici immensi se pensiamo che oggi per ciascuno di noi il superfluo spesso viene scambiato per necessario.
Il consumismo, così come tutti gli “ ismi ”, non è il toccasana delle nostre esigenze, il consumismo, come il capitalismo, come il comunismo, come il fascismo e il nazismo ecc hanno potuto ammaliare e far innamorare tanti popoli, ma a lungo andare hanno dimostrato la loro fatuità e la loro pericolosità per l’umanità intera portando ingiustizie, guerre, fame, rivoluzioni antidemocratiche e totalitarismi.
In questo mondo globalizzato piaccia o no è necessario rifarsi alla politica della differenziazione collaborativa, non solo per superare il momento di particolare difficoltà e fare le necessarie riforme istituzionali ed elettorali che dir si voglia, ma per creare un clima di corretta convivenza politica che aiuta sicuramente la democrazia e la sintesi delle posizioni emergenti.
La politica delle contrapposizioni si è dimostrata sterile e dannosa, pertanto è morta e sepolta, non ha portato alla nobiltà della politica, ma alla sua degenerazione, non ha creato una nuova classe dirigente, ma ha mortificato chi della politica ne ha fatto una missione e un modo per partecipare alla soluzione dei problemi della gente e degli stati, ha permesso ad alcuni magistrati ed agli economisti di occupare il posto della governanz della nazione, ha permesso che i partiti nominassero i parlamentari e non fossero eletti democraticamente dal popolo,svuotando il parlamento di ogni costituzionale prerogativa.
Per tutto questo urge un periodo di grande responsabilità e di tregua, ricostruiamo e modernizziamo lo Stato , rimettiamo in moto la nostra economia, cerchiamo di dare un sereno futuro ai nostri giovani e alle nuove generazioni, c’è sempre tempo per tornare a polemizzare e affilare le armi per combattere sperando nella più democraticamente corretta civile convivenza.
SARO CAPIZZI

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