Riduzione dei Parlamentari All’Assemblea Regionale Siciliana

“Tanto tuonò che piovve”, così il vecchio proverbio,  ieri in Sicilia all’Assemblea Regionale  si è consumato l’ennesimo  danno per la popolazione della provincia di Enna, e ritengo per la democrazia tutta.

L’aver approvato il disegno di legge cosiddetto “Taglia Deputati” portando la rappresentanza parlamentare da 90 a 70 deputati  al Parlamento Siciliano, non si è fatto certo un buon servizio alla rappresentanza democratica della Sicilia, anche se il disegno di legge, ora legge che aspetta l’approvazione del Parlamento nazionale  essendo legge Costituzionale, è passato sull’onda della devastante  crisi economica che ha investito il Paese, ritengo non ha valutato l’impoverimento della rappresentanza della popolazione delle piccole Province , che non sempre hanno avuto dalla stessa quanto le era dovuto.

Certamente se il tutto si racchiude in un mero calcolo economico, sono convinto, calcoli alla mano, che l’identico risultato poteva essere raggiunto intervenendo sulle indennità percepite e i  privilegi accordati. Ma il calcolo economico ha penalizzato la rappresentanza e quindi la democrazia,  questo è estremamente sbagliato oltre che offensivo delle piccole realtà territoriali, che hanno problemi molto più difficili delle aree metropolitane.  Le rappresentanze democratiche tanto dileggiate e tanto invidiate non sono mai un peso per una  nazione e lo  sanno quei popoli oppressi e che non indietreggiano con coraggio contro la violenza dei tiranni e talvolta contro i carri armati, bisogna invece pretendere da essi un impegno e una preparazione adeguata, bisogna  pretendere da essi dedizione  ed amore per le popolazioni rappresentate.

Sono certo che questa sia stata la strada che i nostri padri costituzionali hanno voluto percorrere nello stabilire  gli attuali indici di rappresentanza. Sono certo che la scomparsa della politica ha creato questo stato di insofferenza per i nostri rappresentanti, appellandoli con disprezzo “casta”, deridendoli nel loro goffo atteggiarsi,disprezzandoli quando dagli scranni dei parlamenti si divertivano a giocare con i loro IP.

Il ritorno della vera politica  valorizza la democrazia e la rappresentanza dei popoli, il ritorno della vera politica è auspicata ed auspicabile, ogni forma  economica o di mero calcolo anche di costume è fuorviante. Le forze politiche al di là degli schieramenti devono stare più attenti alla qualità dei loro uomini, devono cercare di interpretare nella giusta dimensione le esigenze dei cittadini, devono essere uno strumento di mediazione politica fra  questi e i governi, per dare forza a chi ,inevitabilmente, casta o non casta, tecnico o non tecnico,dovrà governare la cosa pubblica,con onestà, giustizia, competenza e dedizione. Solo così il mondo politico potrà essere rivalutato agli occhi dei più e non essere considerato un peso non sopportabile per la economia delle nostre popolazioni e di cui bisogna liberarsi il più presto possibile, ma veicolo di democrazia, di buon governo e speranza per le nuove generazioni. 

Saro  Capizzi

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